Fare a meno del pensiero

Sulla chiusura della libreria Hoepli a Milano

Cartello di protesta alla libreria Hoepli, Milano
Hoepli Spa: «I lavoratori e le lavoratrici non si liquidano!!!!»

Mancano meno di venti giorni alla chiusura della libreria di Hoepli Editore a Milano. Non è una notizia: è un sintomo.

Qui non stanno chiudendo solo delle porte. Qui si sta restringendo lo spazio del pensiero. Tre piani di libri che diventano vuoto, scaffali che si spogliano sotto gli occhi di tutti: non è silenzio, è sottrazione.

Milano non cambia, si semplifica. Taglia via ciò che non produce abbastanza, abbastanza in fretta, abbastanza per qualcuno. E così i luoghi che insegnano a sostare, a dubitare, a perdersi, diventano ingombri.

I colossi non vincono: avanzano. Senza memoria, senza attrito, senza bisogno di chiedersi perché. E ogni volta che succede, perdiamo qualcosa che non torna indietro. Non un negozio. Una possibilità.

Perché una libreria non vende solo libri: difende il tempo lento, protegge il pensiero, tiene aperta una crepa nel rumore.

Chiuderla è semplice. Le conseguenze, no.

E questa volta la domanda è brutale: ce ne accorgiamo davvero, o ce ne accorgeremo solo quando non resterà più nulla da difendere?