La quindicesima edizione della fiera si riconferma un percorso tra arte, emozione e sperimentazione visiva: «è la fotografia che racconta il presente e immagina il futuro», afferma la direttrice Francesca Malgara.
Dal 19 al 22 marzo 2026, MIA Photo Fair BNL BNP Paribas trasforma Superstudio Più a Milano in un piccolo universo sospeso tra realtà e visione. Varcando la soglia della fiera, Milano sembra sospesa tra luce e ombra, tra presente e possibilità. Le immagini non stanno ferme: respirano, sussurrano storie, si muovono tra lo spazio e lo spettatore. Ogni stand diventa un piccolo mondo, ogni progetto un invito a perdersi, a osservare il mondo con occhi nuovi, a scoprire dettagli che prima non c’erano. Appena si entra, sembra che il tempo rallenti: la luce scivola sulle immagini, i colori si intrecciano, e ogni scatto sembra respirare. Qui la fotografia non si osserva soltanto, ma circonda, avvolge, invita a fermarsi e ascoltare le storie che racconta.
Con 111 espositori – 76 gallerie, 27 internazionali e 24 alla loro prima partecipazione – MIA Photo Fair si presenta come un mosaico di mondi possibili. Passeggiando tra gli stand, si incontrano opere che catturano subito lo sguardo, altre che si svelano lentamente, come segreti da scoprire. Alcune immagini provocano, altre incantano; alcune parlano del presente, altre suggeriscono futuri possibili. Ogni progetto diventa un invito a guardare oltre, a percepire ciò che si nasconde dietro la superficie, a lasciarsi sorprendere. La fiera non è solo uno spazio espositivo: è un percorso, un flusso di visioni che attraversano il corpo e la mente, che scuotono il pensiero e accendono la curiosità. Camminando tra le gallerie, ci si sente parte di un racconto più grande, dove il confine tra realtà e immaginazione si fa sottile, quasi impercettibile.
Durante la preview del 18 marzo, MIA Photo Fair ha consegnato i primi riconoscimenti della XV edizione, e tra questi ha catturato subito l’attenzione Sciame di dirigibili di Héctor Zamora, artista messicano rappresentato dalla Gallery Albarrán Bourdais di Madrid. L’opera sorprende e incanta: un dirigibile sospeso, incastrato tra due palazzi in una calle veneziana, sembra sfidare le leggi della gravità e del tempo, trasformando la città in un luogo sospeso tra realtà e immaginazione. È un’immagine che racconta il cambiamento, quello improvviso, paradossale, che entra nel nostro quotidiano e lo trasforma. La fotografia qui non è semplice documento: è chiave di lettura del contemporaneo, lente poetica attraverso cui interpretare il mondo e le sue metamorfosi. Ogni dettaglio dell’opera di Zamora invita lo spettatore a fermarsi, a stupirsi e a chiedersi come la realtà possa essere reinventata, anche nei gesti più ordinari.
La giuria – composta da Francesca Malgara, direttrice di MIA Photo Fair, Luca Ranieri, Head ESG Strategy, Communication & Public Affairs di BNL BNP Paribas, Nicola Zanella, manager culturale, Patrizia Sandretto Re Rebaudengo, collezionista, e Sam Stourdzé, direttore dell’Accademia di Francia a Villa Medici – ha sottolineato nella motivazione l’importanza della fotografia nella pratica di Zamora. In Sciame di dirigibili, l’installazione diventa immagine, lo spazio urbano si trasforma in scena teatrale, e il visitatore, sospeso tra sogno e realtà, diventa parte di un racconto inaspettato, capace di sorprendere e restituire una nuova visione del mondo. La realtà viene così coinvolta da un avvenimento sorprendente che ci racconta come il cambiamento, anche il più imprevedibile e paradossale, possa far parte del «new normal».
Ma la fiera non si misura solo in riconoscimenti: è un percorso da vivere, dove ogni passo porta a una nuova scoperta. È un luogo in cui lo sguardo si fa esperienza, e l’esperienza si trasforma in emozione. In MIA Photo Fair 2026, Milano diventa un laboratorio di visioni: camminando tra gli stand ci si lascia attraversare dall’arte, ci si perde tra storie e prospettive, e alla fine si esce con occhi nuovi, capaci di vedere il mondo in maniera diversa. Si esce trasformati: con lo sguardo più aperto, con il desiderio di tornare a guardare il mondo come se fosse nuovo, pronto a sorprendere. MIA Photo Fair 2026 è questo: un laboratorio di sogni, un invito a lasciarsi attraversare dalle immagini e a ritrovare, tra le pieghe della realtà, la meraviglia che credevamo di aver perso.