Una lettera aperta, una risposta sospesa

Collettivo ANGA e la 61ª Biennale di Venezia

182 say NO, artisti della 61ª Biennale di Venezia contro il Genocide Pavilion
182 artisti, curatori e lavoratori dell’arte della 61ª Biennale di Venezia dicono no al Genocide Pavilion. Collettivo ANGA.

Diverse riviste hanno ripreso e rilanciato l’iniziativa avviata dal collettivo @angalliance, contribuendo ad amplificarne la portata nel dibattito pubblico. Numerosi artisti e curatori hanno scelto di firmarne la lettera: alcuni in forma anonima, forse per timore di ripercussioni, altri, invece, mettendoci nome e cognome, in un gesto di presa di posizione chiara e pubblica.

Il fronte appare quindi ampio, articolato, attraversato da voci differenti ma accomunate dall’urgenza di intervenire. Eppure, di fronte a tutto questo, quale resta la risposta della Biennale di Venezia? Un silenzio che pesa, o l’adozione di provvedimenti concreti? È una domanda che rimane sospesa, in attesa di un segnale, di una presa di parola che possa chiarire la posizione dell’istituzione.

Nel frattempo, il dibattito continua a muoversi in uno spazio incerto, quasi liminale, dove le categorie del bene e del male sembrano sfumare.

«Ben oltre le idee di giusto e sbagliato c’è un campo. Ti aspetterò laggiù.»