Diverse riviste hanno ripreso e rilanciato l’iniziativa avviata dal collettivo @angalliance, contribuendo ad amplificarne la portata nel dibattito pubblico. Numerosi artisti e curatori hanno scelto di firmarne la lettera: alcuni in forma anonima, forse per timore di ripercussioni, altri, invece, mettendoci nome e cognome, in un gesto di presa di posizione chiara e pubblica.
Il fronte appare quindi ampio, articolato, attraversato da voci differenti ma accomunate dall’urgenza di intervenire. Eppure, di fronte a tutto questo, quale resta la risposta della Biennale di Venezia? Un silenzio che pesa, o l’adozione di provvedimenti concreti? È una domanda che rimane sospesa, in attesa di un segnale, di una presa di parola che possa chiarire la posizione dell’istituzione.
Nel frattempo, il dibattito continua a muoversi in uno spazio incerto, quasi liminale, dove le categorie del bene e del male sembrano sfumare.