Gabrielle Goliath, Bearing, Galleria Raffaella Cortese.
Con Bearing, presentada en Galleria Raffaella Cortese, Gabrielle Goliath lleva a Milán un proyecto que explora la presencia, la vulnerabilidad y la memoria corporal. Este proyecto encaja de forma coherente en la práctica más amplia de la artista sudafricana, que desde hace tiempo examina las dinámicas de la representación y las formas de presencia disponibles para los cuerpos marginados. Aquí, su lenguaje visual adquiere una dimensión más íntima y contemplativa, confiando al dibujo la capacidad de crear un espacio compartido para la mirada y la escucha.
Le superfici morbide, i contorni aperti e le tonalità stratificate producono immagini che richiedono attenzione: la esigono. Il corpo decoloniale non chiede di essere spiegato né tradotto in categorie riconoscibili. Rimane presente, attraversa lo spazio, impone una diversa qualità dello sguardo.
Goliath costruisce immagini che non cercano conferma, ma esistenza; figure che abitano la superficie pittorica con una calma radicale, sottraendosi a ogni urgenza di definizione. Alla fine della mostra, ciò che resta è una domanda: quanto del nostro sguardo continua ancora a cercare di definire, nominare, e, soprattutto, possedere ciò che incontra? Quanto siamo ancora influenzati da una prospettiva occidentale ed eurocentrica?